Oggi parliamo del vaso Savoy realizzato da Alvar Aalto per il quale si è ispirato alla natura, alla tradizione del proprio territorio e alle forme curve che riproducono ad esempio il mare, i laghi, il movimento. E’ un prodotto poetico, io sono innamorato di questo progetto, non è proprio lo stile che preferisco perché io sono più funzionalistico ma devo dire che questo è un vero capolavoro.

Partiamo dall’inizio. Nel 1936 la coppia Aalto, marito e moglie, si presentarono al concorso indetto dalla vetreria finlandese Karhula Ittala per l’esposizione internazionale di Parigi. Riuscirono a vincere ed i loro prodotti vennero esposti al salone internazionale. Nello stesso anno il ristorante Savoy di Helsinki comprò i vasi da esporre nel proprio ristorante e da qui poi prenderà il nome.

Questo progetto ha fatto conoscere la coppia Aalto al mondo. Savoy è ancora presente oggi in produzione e venduto regolarmente. Parliamo di un prodotto estremamente artigianale.


Inizia da

Come vi dicevo si tratta di una lavorazione di soffiaggio manuale del vetro che richiede 30 ore di lavoro da parte di 7 artigiani attraverso 12 fasi di lavoro ad una temperatura che va attorno a 1000 gradi centigradi. Quando guardiamo il prezzo di un oggetto dobbiamo cercare di capire tutto il lavoro che è stato fatto per raggiungere il prodotto finale.  All’inizio il vaso era realizzato grazie ad uno stampo in legno, questo metodo dava al prodotto una texture maggiore e ne faceva risaltare la semplicità, oggi usano un metodo simile ma modificando lo stampo, perché non possono bruciare ogni volta gli stampi. Gli stampi in legno hanno diversi fori per far uscire il vaso meglio dallo stampo. Dietro questa lavorazione c’è la creazione del vetro da sabbia e polvere di silicio oltre alla polvere che serve a dare colore nel caso sia necessario.

Essendo un lavoro a soffiaggio significa che si crea una parte superiore che verrà tolta attraverso una lavorazione per asportazione di materiale. Questo lavoro è più complesso di quello che può sembrare. Il vetro è sempre diverso: quando lavoriamo il vetro è come lavorare con la pietra o legno perché hanno sempre caratteristiche diverse ed infatti ogni vaso è un po’ diverso perché è artigianale.

All’inizio il vaso aveva un nome impronunciabile, ovvero pantalone di pelle di un’eschimese, grazie a questo complemento i designer volevo esprimere parte della loro cultura del loro Paese. La morfologia così particolare, rimane in un mistero, da dove si sono ispirati? Alcuni pensano che siano ispirati alle onde del mare, ci sono varie teorie mai state confermate. Questo prodotto è presente al Moma di New York ed è stato d’ispirazione a tanti designer.

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