VASO DALIA

Minimalhome

la genesi della Collezione Dalia

Ci sono progetti che partono da un vincolo tecnico e finiscono per diventare un manifesto estetico. La Collezione Dalia per l’azienda Minimalhome è uno di questi. Quando ho iniziato a lavorarci, il punto di partenza non era “disegnare un vaso di design bello da vedere”, ma qualcosa di molto più preciso: creare forme che, con tecnologie produttive tradizionali, sarebbero semplicemente impossibili da realizzare.

Il brief che mi sono dato, insieme al cliente, era chiaro fin dall’inizio: nessun oggetto puramente decorativo, nessun esercizio di stile fine a se stesso. Ogni pezzo della collezione doveva mantenere una funzione primaria riconoscibile, anche quando la geometria diventava complessa. Per legare i vari elementi ho scelto un principio unificante: un arco che attraversa ogni modello della collezione, un segno visivo che dà continuità e identità a tutta la famiglia di prodotti, dal vaso agli altri complementi.

La sfida matematica dietro il vaso

Il vaso di design che ho sviluppato per la collezione Dalia nasce da una base triangolare con vertici arrotondati. Da lì, il volume si apre verso l’alto come i petali di una dalia che si schiude: il diametro cresce in modo progressivo, quasi organico. Non è un effetto puramente estetico. Questa progressione volumetrica permette di impilare più elementi tra loro, ottimizzando gli spazi sia in fase di produzione che di esposizione. È qui che il mio approccio funzionalista entra in gioco: applico sempre la lezione della Scuola di Ulm, per cui il design è la soluzione logica di un problema, e in questo caso il problema era tanto estetico quanto logistico. Una delle parti più affascinanti di questo lavoro è stata la componente matematica. Il vaso di design della Collezione Dalia non nasce solo da un’intuizione formale, ma può essere descritto attraverso un’equazione precisa, che regola la crescita del diametro e la curvatura dei “petali”. Tradurre un’idea organica in una formula matematica coerente è stato il vero nodo tecnico del progetto: ogni variazione doveva rispettare sia la resa estetica che la fattibilità produttiva.

Guardando il risultato finale, quello che mi convince di più è la coerenza tra intuizione e metodo. C’è qualcosa, in questa crescita progressiva e naturale delle forme, che mi ha ricordato certe atmosfere del cinema di Miyazaki: la natura che si organizza secondo regole proprie, mai casuali, sempre riconoscibili. Il vaso di design Dalia è per me la dimostrazione che geometria e organicità non sono opposte, ma complementari.

Se questo racconto ti ha incuriosito, ti invito a esplorare gli altri progetti del mio studio sul sito o a scrivermi per parlare del tuo prossimo prodotto.

Puoi trovare il vaso della collezione Dalia al seguente link: Vaso Dalia